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Passione

Posted by premartha on aprile 13, 2012

Mi sfuggi tra le dita

Mossa da un respiro

Lento e profondo

Poi esplodi

In una risata genuina

increspata di brividi

e ti  fermi un istante

Per non  soccombere

Alla gioia

Che ti accade.

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Solchiaro

Posted by premartha on aprile 13, 2012

Respirare i frutti di mare

 E staccare arselle

Dalla roccia ostinata

Era lo sport preferito

Quando ci si crogiolava

In equilibrio precario

Al calore di mezz’agosto.

Chili di mitili a spalla

Lungo i terrazzamenti

Di tufo ardente

In precario equilibrio

da rischio di stallo.

Acqua e coca

Prima di affrontare i sentieri

Di more e rovi

In olezzo di escrementi di capra.

Giù fino alla fontana

Del bivio di Centane,

breve pausa

e poche parole d’intesa,

poi la discesa al porto

rovistando l’ombra dei muri

di pietra a vista,

tra un ronzio si calabroni

e motorette imballate,

ciondolio di reti

e maioliche dipinte a mano

e pescherie lavate

con acqua di mare,

giù fino al fondo del molo.

 

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L’Eco

Posted by premartha on febbraio 18, 2012

La luce della sera s’incanta

Giù nel fondo valle

dove dorme la città

Che non mi  lascia,

momenti innamorati

mi legano come

Liane tenaci

A me stesso.

Suoni mi attraversano

E fuggono dove nessun’altro

li potrà mai udire.

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Patrizia (4.8.06)

Posted by premartha on gennaio 25, 2012

Mi venivi incontro

Nel tuo piccolo incedere

Come una bambolina

Delle fiere di paese.

E piegavi interrogativa

La testa tonda e con essa

L’ovale del volto

Fondamentalmente pallido.

Ho scritto per te

In un francese appena scolastico.

Con ridicola incertezza

Incrociavo il tuo sguardo

E rimanevo muto

Sperando che il silenzio

Penetrasse nei tuoi più regressi segreti.

Ma con pedante puntualità

Andavi oltre

Bypassando, divertita,

il mio imbarazzo.

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Notti d’inverno

Posted by premartha on gennaio 5, 2012

Appoggiati ai rami

come uccelli notturni

scrutiamo il buio

addormentandoci all’alba.

Ascoltiamo il battito del cuore

Che il contatto delle nostre mani

rende dolorosamente dolce

Cristallizzati dall’aridità del tempo

Ghiacciamo come d’inverno le gocce

pensili dai tetti,  nei mattini gelidi.

E i nostri respiri

condensano in nebbia.

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Dentro il passato

Posted by premartha on dicembre 13, 2011

Strisciavo con cautela
E circospezione,
ma forse era paura,
lungo i muri del mio paese
fino a sentire l’odore di urina
dei cani negli angoli delle strade.
E affogando nell’afrore scomposto
Di erbe fradice e terra riportata.
Giravo con gli occhi
Sulla punta delle scarpe
Per evitare l’assedio del mondo
E a volte, di rado,
guardavo il celo come via di fuga.
La vita, cancello ostinato,
mi isolava dalla storia degli altri.
Ma io, intanto, costruivo la mia.
 

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La tua vita

Posted by premartha on dicembre 13, 2011

Scorri come nuvole di libeccio
E ti culli nell’altalena
delle tue emozioni
la tua soglia del piacere si sposta
sotto il peso del corpo che langue
Una persistente apatia ti strania da me
E cerchi l’inganno nelle parole
Il tuo sguardo obliquo
È simile alla tristezza
Nelle pupille si specchia
Quello che vorresti essere
E nelle rughe sottili della fronte
Prende forma il dolore.
 
 

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Il Vespro

Posted by premartha on dicembre 13, 2011

Come un guizzo di luce
Solcano l’aria appena levigata
Di pallido rosa i fenicotteri
Scandendo, nel tramonto, il loro
Ritmo paludato e lento.
Le reti all’amo hanno creato
incantamento magico
E’ una burla la sera
che non ha tempo.
S’ode un rintocco dietro il grumo
Di uliveti e stempera nel vento
Come grano di rosario
Nelle mani di donne,
il murmure rimpianto
di fanciulle che furono.
 

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Visto di fronte

Posted by premartha on dicembre 13, 2011

E la stadera ruotava lenta
Mentre il mozzo della parte destra del mulino
Scompariva nell’ovale lattiginoso
Dell’alba marzolina.
Ma dov’è finito il tempo pazzo
E gli scherzi sul prato d’argento
Della finta neve di primavera?
Riusciamo ancora a centellinare
Le nostre ossa sui talenti d’oro
E forzare il Karma come ladri del destino.
Abbiamo lasciato che le nostre cellule
Grippassero come motori di falciaerba
Impazziti.
Saliva dalla mota il solco del tuo passo
Inviluppato nello stupore
Dei racconti della madre morente,
e quando all’uscio di noce
sperperava lagrime contro lo scollo
debole e latteo del seno sciallato
di verde turchino.
Torna bambino il silenzio
Nel ronzare dei mosconi del vino,
ebbro delle favole amene
affumicate come larve del tempo
dal ludibrio del ceppo oscillante                                                 
a far luce rossastra sulla madia dei nonni.
Ninna nanna lontana
Di scintille riflesse dai vetri a piombo
Levigati come il simulacro
Della madonna del rosario
All’angolo del portico, turbinato di rose canine.
E mi rinviene la tua voce dai toni alti
E il profilo di stemperati disegni a secco
La veste blu elettrico strascicata sul cotto
Incarnato di striature lacerate da piedi nudi
E dita affusolate di seta cinerina.
Amare piccoli cespugli
Sugli aghi appuntiti delle tue unghie affilate
E mordere l’osso di seppia
Della vecchia foto del porto dalla vele fiaccate.
Giunse sul limitare della lingua
Il sapore di latte caprino, a sciogliere
Il corpo tozzo del pane in afrore di lievito fiorito.
E venne la mia sera,
svagata di sonno e di magnolie dolenti,
contro l’abbraccio del buio

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Stammi vicina

Posted by premartha on dicembre 13, 2011

Resta pure sul taglio dell’uscio
A sgranare il rosario
Tanto qui farà notte tardi.
Frammenti di vita
Riflessi nel tuo volto
A specchio
Lenti scorrono coi pensieri
passando nello spazio esteso
degli intervalli
dove s’espande un oblio
simile al sonno.
Sto come alla riva
Di un torrente
E t’osservo fluire,
scivolare sui sassi
e aggrovigliare in mulinelli
sfrenati,
un passato d’infanzia
balena ancora nel tuo sguardo
innocente.
Frammenti all’inizio,
di una luce che torna
dietro le imposte accostate,
a somiglianza d’alba.

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La nostra casa

Posted by premartha on dicembre 13, 2011

Si sgretola il colore
Sgranato dall’intonaco umido
Come pelle da pelle.
Vengono a galla
Macchie di passato,
ruggine di chiodi sfilati,
ombre di quadri,
coriandoli di parati poveri.
La dura scorza del linoleum
Ha lasciato impronte di colla
Che disegna rombi incantati
E pezzi di carta
Inzuppati di sudore e bestemmie.
Abbiamo grattato con furia
Per liberare i muri
Dalle unghie dei bimbi
E dai graffi dei cani.
Tagli di sole si sono infilati
Nelle piaghe della calce viva.
Ora c’è fragranza di vernice ad acqua
E profumo caldo di legno d’abete
Pazientemente adattato
Alla disarmonia
Di questa casa dei ricordi.
Dicono che c’è stato un tempo
Dell’amore venduto
In queste stanze
E che era bella la vista sulla valle
Quando i pellegrini dormivano
Con le truppe logorate
Più dal colera che dalla guerra.
E che le chiese erano conventi
E non sfarzo di luci e colori.
Chissà!

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Tra sesso e sentimento

Posted by premartha on dicembre 13, 2011

Ora che la luce
sfiora il tuo volto
mi ritorna un senso
di me, di ieri, del dolore
come compagno di strada,
e delle lacrime
che fanno fatica
a uscire dagli occhi. 
Siedi davanti a me,
sperando in un gesto d’amore,
ma mi concedo
all’odio di me stesso
per quel tuo sguardo
ardente e deluso.

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ll ditale di vetro

Posted by premartha on dicembre 13, 2011

Schioppa l’augusta Amantea
E inchioda col martello di gomma
Le mani giunte in preghiera
E svolta il succo di mela
Nell’esogafo infiammato
Dal virus della febbre suina.
Stacco il quadro dal muro
E suono a tamburo sulla parete
“sorda e grigia”
e mi rimanda l’eco
dei miei giochi proibiti.
Lenta la folla della domenica
Lascia il sagrato
Per adorare gli sposi
E il nocciolo di ciliegia
Salta via dalla bocca socchiusa.


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Il mio segreto

Posted by premartha on dicembre 12, 2011

Mi osservo vivere 
quando la ragione 
segue la passione…..
Osservo i miei stessi occhi 
Che mi hanno sempre mentito….
Nel perfido vedere e non vedere 
come i fiori di campo
sfumati nella nebbia.
Mi osservo dietro 
le fessure della maschera 
e vedo il mio sguardo.
Mi piace restare ad ascoltare la notte 
che incombe sui battiti del cuore….
Illumino il buio creando la luce 
e mi incanto a fissarla……

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